Alvignano, un clima sociale e politico maledettamente avvelenato


di Domenico Iodice

Un paese stravolto da esasperazioni di parte, in un clima avvelenato e destabilizzante


ALVIGNANO – Da molti anni denunciamo pubblicamente che ad Alvignano c'è un'aria avvelenata dalla politica locale che produce risentimenti personali e che inevitabilmente, ma anche incredibilmente, falsano e rovinano i rapporti tra i cittadini. Il risultato è che si vive la sensazione di una campagna elettorale continua, nei contenuti meschina e ingiusta per quanto è cattiva.

Esiste una parte di Alvignano oppressa da una crisi economica che non vuole passare, e che sta producendo l’onda lunga dei suoi effetti sulle nuove generazioni incapaci di inserirsi nel mondo del lavoro. C’è l’incapacità dei governanti del paese di raccogliere le sfide di interesse generale, nel contempo farsi mediatori di un malessere diffuso. Poi c'è l’insistenza nel dibattito politico locale di un circolo viziato che ha tolto l’attenzione da aspetti più legati alla vita delle persone e spostato la discussione su paradigmi ideologici buoni più che altro solo a dividere la comunità alvignanese. Il “divide et impera” è una tecnica di dominio vecchia come il cucco.

Insieme, ovvio, all’inasprimento di un linguaggio cui i social non sono certo estranei, e questo al di là del momento politico di Alvignano che ha sempre diviso e continua a farlo: la tastiera, il nascondersi dietro la tastiera, aiuta a far uscire il lato più aggressivo di ciascuno di noi, e toglie freni inibitori che il confronto personale invece impone come naturali. Ecco, tutto questo è un'insieme di fattori che favoriscono il nascere e il manifestarsi della violenza verbale di cui siamo spettatori in questi giorni. Molto preoccupante. Sin ad oggi, e menomale, solo duri sfoghi verbali, ma – senza voler fare le Cassandre – le cose brutte nascono sempre da climi del genere. Occorre necessariamente un notevole contributo umano trasversale per il conseguimento di una pacificazione del paese. Altrimenti a pagare il prezzo maggiore sarà, forse, lo stesso tessuto sociale di Alvignano. Che un barlume di resipiscenza illumini la mente dei migliori. 













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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