Beppe Grillo: l'attivista n. 1


di Domenico Iodice

Dopo l’attacco del “comico” ai poteri del presidente della Repubblica durante la kermesse pentastellata, il Movimento prende le distanze: “Grillo non riveste ruoli istituzionali”


Pare quasi che Beppe Grillo sia capitato per caso sul palco della kermesse “Italia a 5 Stelle” a sventolare manine di plastica, a far infuriare tutti con le battute sull’autismo e a sparare a zero sul Quirinale. “È solo un comico” minimizza il Movimento 5 Stelle. Ma è davvero così? L’uomo che dal nulla ha fondato un movimento rivoluzionario, il leader che attraverso un blog ha conquistato il potere, il garante del M5S è possibile che davanti alla platea del Circo Massimo stava solo scherzando? Non è un caso che sulla sua performance si sia aperto un serrato dibattito. Tra chi sostiene che Beppe Grillo ormai parli a ruota libera, svincolato dalle logiche del Movimento. E chi sospetta un’astuta messinscena orchestrata d’intesa con Luigi Di Maio.

Attacco al quirinale. “Dovremmo togliergli i poteri, dovremmo riformarlo”: l’intervento di Beppe Grillo alla kermesse pentastellata, diventa un attacco del fondatore del partito di maggioranza ai poteri e alle prerogative del Capo dello Stato. Parole velate di ilarità che, però, fanno scattare subito le reazioni delle opposizioni. E dello stesso Movimento 5 Stelle che è costretto a prendere le distanze da Grillo. Il premier Giuseppe Conte, che era sullo stesso palco, è stato costretto a telefonare al capo dello Stato per scusarsi e rassicurarlo. E Di Maio ha spiegato che si tratta di “un’opinione personale”. Poco dopo è arrivata una nota ufficiale del M5S: “La riforma dei poteri del Capo dello Stato non è nel contratto di governo – si legge – Piena fiducia nel ruolo di Garante della Costituzione del Presidente Mattarella. Grillo non riveste ruoli istituzionali”.

Battute e provocazioni. Il comizio show è poi un’altalena tra battute comiche e posizioni politiche. Agita la “manina” e la stringe al suo inventore Di Maio. Salvini? “È uno che mantiene la parola, ma ha Dna diverso dal M5S. A sua mamma – racconta Grillo – chiesi perché non aveva preso la pillola”. E poi le frasi sull’autismo: “Chi siamo? Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo”. E poi parla del M5S, dei suoi cambiamenti, del suo futuro. “Io non ho più paura di nessuno” e il riferimento è all’Unione europea e alle agenzie di rating. Tutti i più grandi rivoluzionari vanno in galera. E allora: “Bonafede, mettimi in galera”. È una escalation di battute e provocazioni. Riesce a rendere indistinguibili comicità e politica. Ma non per le opposizioni, che non perdono occasione per lanciare accuse al Movimento 5 Stelle. Movimento di cui Grillo è stato fondatore, capo politico, megafono e ora garante. Ma lui dal suo blog tranquillizza: “Mai prendersi troppo sul serio, perché senza ironia non c’è umanità!”.

L'unica nota stonata è quella che un certo Conte telefona al Presidente Mattarella per scusarsi di Beppe Grillo.
















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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