Pontelatone: anche un piccolo paese ha i suoi poveri dimenticati

di Domenico Iodice

Le forme della povertà si stratificano e insieme alla povertà si allarga la mappa di forme di vita misera: lavoro povero, impoverimento, sotto la soglia o appena sopra la soglia della sopravvivenza, miseria e miserabilità del vivere, perdita di sicurezza nel futuro, di identità sociali. Le statistiche confermano i fenomeni ma non ne spiegano la complessa dimensione


PONTELATONE – Anche un piccolo Comune come Pontelatone ha qualche storia di disperazione di vita, ma ogni volta ci fermiamo perché avvertiamo un groppo alla gola che ti stringe forte e ti toglie il respiro non appena ne ascolti una nuova. Tutti bravi in paese a raccontare le loro gesta all'apparenza ingiustificate, ma nessuno racconta la disperazione che vivono queste poche persone che lottano contro il vero mostro di Pontelatone: la mancanza eterna di lavoro. Parlare di queste persone non rende visibilità.

Parlare di soggetti affamati di lavoro, disperati dentro perché non hanno nemmeno da mangiare, e non sono stranieri, sono di Pontelatone, non porta da nessuna parte. Così rimangono abbandonati a se stessi avvolti nella loro continua disperazione umana. Sono fantasmi della disperazione che per dignità non piangono in pubblico, ma si chiudono nel silenzio ingoiando quotidianamente l’amarezza di non sapere cosa fare. Fantasmi anche di una certa età, che vivono ai margini di una società ipocrita e priva di azioni nei confronti di chi ne ha bisogno.

Quella di “Pinco Pallino”, ovviamente è un pseudonimo, è solo l’ultima storia di disperazione umana che esiste a Pontelatone. Tutto sembra normale e procedere nella totale tranquillità. Ma non è così. È apparente tranquillità, perché c’è la dignità che ogni cittadino latonese tiene dentro e mantiene per non essere giudicato da mistificatori senza coscienza.

Ci troviamo nella provincia ultima per qualità della vita; in un Comune dove negli ultimi due decenni c’è stata la peggiore classe politica mondiale; siamo nel paese dove i residenti sono i primi che si lasciano trascinare dalle lusinghe di chi continua a prenderli in giro.

La storia di “Pinco Pallino” è l’esempio di come la politica è stata assente a Pontelatone, e i cittadini sono complici di questa politica, perché il loro silenzio ammazza più di tutte le nefandezze prodotte da chi governa.

Anche Pontelatone, ovviamente nella misura proporzionata al numero degli abitanti, conferma la crescente disuguaglianza sociale e del modo di vivere.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

2 commenti:

  1. Beh Diretto'!
    Ora i tuoi amici 5 stelle daranno il reddito di cittadinanza a queste persone, di che ti lamenti?
    Te la prendi col comune?

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    1. L'obbligo morale di una amministrazione seria è garantire ad ogni costo le politiche sociali per i cittadini bisognosi

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