Regione Campania, sanità: da ultimi a lista degli inclassificabili


di Domenico Iodice

La sanità campana è commissariata da tempo, ma continua a essere in condizioni critiche nonostante dreni ingenti risorse. Ci sono gli sprechi e il malgoverno antico e perdurante


La realtà va sempre in contrasto con le chiacchiere che ogni giorno si ascoltano uscire dalla bocca del Presidente della regione Campania e di tutti quelli che fanno comunella e lo appoggiano. Nella sanità pubblica campana ci sono un mare di sprechi però, guarda caso, si risparmia sempre sulle spalle dei malati, di coloro che hanno bisogno di tutto e tutti.

Lo scorso anno, era in pieno ferragosto, lo sceriffo De Luca aumentò lo stipendio dei dirigenti della sanità con un incremento lordo annuo di 30.000 euro dando come motivazione che avevano bisogno di serenità per poter lavorare meglio.

Sempre lo scorso anno, una foto impressionante che fa il giro del web, un letto d’ospedale ricoperto di formiche, una povera signora ricoverata a Napoli in condizioni igieniche che non si possono nemmeno definire da terzo mondo. E cosa fa il governatore De Luca, l’uomo forte del PD campano, l’uomo che Maurizio Crozza ha trasformato in una macchietta esemplare di millanterie e autocelebrazioni (“questo l’ho portato io in Campania…”)? Tira in ballo il malgoverno della sanità campana (ma non è la sinistra che governa la regione quasi ininterrottamente da decenni?) e soprattutto la camorra.  La realtà spesso batte la satira, e De Luca, con sprezzo del ridicolo, addita le colpe della grande piovra camorrista, responsabile, evidentemente, di aver scatenato l’assalto delle formiche. Roba da chiamare Saviano, per debellare le formiche camorriste.

Chi ha bisogno di serenità sono i pazienti, che ogni giorno devono confrontarsi con grandi difficoltà per accedere a visite specialistiche e ricoveri. Ogni volta si parla di risparmi, ma mai si risparmia sul serio andando a tagliare veramente le cose che ci sono da tagliare, a partire dai costosi stipendi dei manager della sanità pubblica campana.

La nostra è una regione che dovrebbe puntare tutti gli interessi sulla prevenzione, e dare anche molta assistenza a chi ne ha veramente bisogno. Bisogna potenziare i bisogni dei pronti soccorso che sono a secco di personale. Potenziare i reparti con nuovi infermieri e medici specialisti. La sanità in Campania non funziona non per colpa del personale, ma semplicemente perché la politica non funzione. La politica campana è sempre stata una macchina rotta, che ogni tanto arriva dal meccanico, ma non si riesce mai a rimetterla a posto del tutto.

Ovunque ti giri trovi difficoltà per essere curato. I medici e infermieri fanno quel che possono, poiché la carenza di personale è la macchia grigia di tutto il sistema della sanità pubblica campana. A parte la mancanza di posti letti, ma questo dipende molto anche dalle scellerate politiche governative poste in essere finora da governi incompetenti, ma è tutto l’insieme che pone dei forti interrogativi su come dovrebbe funzionare la sanità.

Un inferno costante che colpisce inevitabilmente i pazienti che, spesso, sono inermi dinanzi a tanta indifferenza della macchina politica. Solo per citare alcuni casi di inefficienza: un malato diabetico per avere una visita nei centri diabetici deve attendere sei mesi. Ma anche per una semplice colonscopia occorrono mesi, per non parlare di una gastroscopia, cosa necessaria se si soffre di mal di stomaco, a volte trascorrono anche più di sei mesi. Ma è tutto il protocollo delle liste di attesa che è una eterna condanna per chi soffre. Certo, i politici non hanno di questi problemi, perché si rivolgono alle strutture private e tutto si risolve in pochi giorni, ma i poveracci, quelli che devono fare, morire. Al di là di ogni considerazione, la sanità pubblica deve funzionare alla perfezione, perché c’è di mezzo la vita di un essere umano.

"Mai più ultimi", inclassificabili.

















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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