52° Rapporto Censis: il miracolo italiano è diventato un incubo

di Domenico Iodice

Il 52° Rapporto parla di "sovranismo psichico" e delinea il ritratto di Paese in declino, in cerca di sicurezze che non trova, sempre più diviso tra un Sud che si spopola e un Centro-Nord che fa sempre più fatica a mantenere le promesse in materia di lavoro, stabilità, crescita, soprattutto futuro


Un'Italia sempre più disgregata, impaurita, incattivita, impoverita, e anagraficamente vecchia. È la fotografia impietosa del Censis. Nel suo 52° rapporto l’istituto di ricerca socio-economica parla di “sovranismo psichico”. Il ritratto è quello di un’Italia in declino, sempre più divisa tra un Sud spopolato e un Centro-Nord affaticato. “Il processo strutturale chiave dell’attuale situazione – si legge nel documento – è l’assenza di prospettive di crescita, individuali e collettive”.

Secondo il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, “una prima forte delusione è quella di aver visto sfiorire la ripresa che l’anno scorso e fino all’inizio di quest’anno era stato vigorosa, e che è invece svanita sotto i nostri occhi, con un Pil negativo nel terzo trimestre di quest’anno dopo 14 mesi di crescita consecutiva. L’altra è che l’atteso cambiamento miracoloso promesso dalla politica non c’è stato, oltre la metà degli italiani afferma che non è vero che le cose siano cambiate sul serio. E adesso è scattata la caccia al capro espiatorio: dopo il rancore, è la cattiveria che diventa la leva cinica di un presunto riscatto”.

Il 96% delle persone con un basso titolo di studio e l’89% di quelle a basso reddito sono convinte che resteranno nella loro condizione attuale. “Il rovescio del miracolo italiano – sostiene Valerii – è che il sogno si è trasformato in incubo. È una cosa che scava nella storia”. Solo il 23% degli italiani dice di avere migliorato la propria condizione socioeconomica rispetto ai genitori. Si tratta della quota più bassa in tutta Europa. Il 63,6% è convinto di essere solo, senza nessuno che ne difenda gli interessi. Il 63% degli italiani vede in modo negativo l’immigrazione dai Paesi non comunitari, il 58% pensa che gli immigrati sottraggano posti di lavoro ai nostri connazionali, il 75% che l’immigrazione aumenti il rischio di criminalità. Il potere d’acquisto degli italiani è inferiore del 6,3% in termini reali rispetto a quello del 2008.

Non c'è più la speranza di migliorare, di crescere, e questo ha rotto il patto con la politica. Quasi un terzo degli italiani non vota, o vota scheda bianca. Regnano indifferenza e sfiducia nei confronti della politica.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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