Diciamo "no" al Global Compact

di Domenico Iodice

Attenzione: domani alla Camera si vota per il Global Compact Onu 


Ieri pomeriggio il Presidente della Camera Roberto Fico era ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione in onda su RAI 3, Mezz’ora in Più. Durante questa intervista però è accaduto qualcosa che nessuno si aspettava: ad un certo punto parlando del Global Compact for Migrations, l’ospite politico ha chiarito che questa settimana il Parlamento avrebbe votato e si sarebbe espresso sull’accordo voluto dall’Onu. La giornalista ha chiesto spiegazioni e la risposta è stata : “Si, certo è calendarizzato per questa settimana, per cui si voterà”.

Ora questa notizia veniva data proprio mentre Matteo Salvini era a Milano alla Scuola di Formazione Politica della Lega e dal pulpito durante il suo discorso agli allievi dichiarava: “A Marrakkesh noi ci andiamo in vacanza”.

Tutto questo accadeva ieri pomeriggio, nell’indifferenza generale mentre in Italia molti fanno il pisolino, o sono usciti a fare acquisti di Natale per le vie delle città del Belpaese. Eppure non era così dappertutto ieri pomeriggio, perché a Bruxelles invece proprio in quei minuti, nella nebbia e nel freddo ghiacciato, 7.000 persone manifestavano proprio contro Il Global Compact.

In realtà ci sono stati scontri violenti con lacrimogeni e il palazzo della Commissione Europea veniva preso a sassate. Ieri infatti a Bruxelles in realtà gli scontri sono stati violenti e poco enfatizzati dalle nostre TV nazionali, anzi alcuni TG alla sera non hanno neppure dato la notizia. Ma vogliamo ricordare che in Belgio proprio sul Global Compact è caduto il governo ed ora non si sa se il paese andrà addirittura ad elezioni anticipate.

Sorpresi dalla notizia siamo andati a verificare sul sito della Camera dei Deputati ed in effetti abbiamo trovato all’ordine del giorno di domani 18.12.2018 sotto la voce “Testi allegati all’ordine del giorno della seduta n.102” in calendario proprio il Global Compact sotto il titolo “Mozioni concernenti la sottoscrizione del cosiddetto Global Compact” per le migrazioni è risultato proprio che era tutto vero.

Eppure ci sarebbe tempo per questa discussione, almeno fino a marzo 2019. Non si capisce tutta questa fretta, proprio mentre si sta approntando la legge di Bilancio e dove il Paese vive con il cappio al collo di una Procedura di Infrazione da parte dell’Europa. Nella confusione generale, nella concitazione qualcuno ha pensato di portare a termine il suo risultato?

Perché bisogna dire “no” al Global Compact sui migranti

A Marrakesh cento stati discutono l’accordo globale voluto dall’Onu che punta ad eliminare qualsiasi differenza tra rifugiati e clandestini e ad incrinare ulteriormente la sovranità degli stati nazionali.

Per capire come l'Onu sia ormai l'emblema di un'inadeguata e pericolosa ipocrisia, basta guardare quanto sta succedendo a Marrakesh. In quell'incantato angolo di Marocco un centinaio di paesi, riuniti sotto l'egida del Palazzo di Vetro, si apprestano a firmare un accordo globale (Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration — Ordinamento Globale per una Migrazione Sicura ordinata e Regolare) sui migranti che nessun paese vorrebbe, in verità, veder applicato dentro i propri confini.

Per capire la pericolosità dell'accordo basta la sua premessa di fondo ovvero la volontà di riconoscere uguali diritti a chiunque abbandoni il proprio paese per cercare ospitalità altrove. Dietro quell'affermazione si cela il tentativo di allargare il diritto all'asilo. Oggi la Convenzione di Ginevra lo riconosce solo a chi fugge da guerre e carestie. Il Global Compact vorrebbe estenderlo, in linea di principio, anche a chi migra per cercar fortuna o per fuggire i cosiddetti cambiamenti climatici. Sulla base di questi principi l'Europa aprirebbe le porte, potenzialmente, ad un miliardo di Africani. E l'Italia sarebbe la prima a subirne le conseguenze. I disgraziati, incoraggiati a partire grazie alla revoca di ogni distinzione tra migranti irregolari e regolari, punterebbero innanzitutto verso il Belpaese travolgendo quel parziale e provvisorio tampone garantito prima da Marco Minniti e oggi da Matteo Salvini.

Per comprendere l'inganno nascosto nel Global Compact basta leggere quel paragrafo 24-a in cui si chiede di "assicurare che l'assistenza di natura umanitaria non sia considerata illegale". Sottoscriverlo significherebbe rinunciare a bloccare il traghettamento di migranti attuato dalle navi delle Ong permettendo loro di tornare ad operare a pieno regime. Ma non solo. Il Global Compact insiste anche sulla necessità di non perseguire penalmente chi fornisce assistenza indebita alla migrazione. Su quella base diventerebbe difficile intervenire anche in caso di evidente connivenza tra Ong e trafficanti di esseri umani come nel caso della Iuventa, la barca sequestrata all'organizzazione tedesca Jugend Rettet nell'agosto 2017. E a quel punto anche combattere i trafficanti di uomini diventerebbe praticamente impossibile. Di fronte a contestazioni di questo tipo Onu e sostenitori del Global Compact ricordano che la firma del documento non è legalmente vincolante.

Se leggete, ancor più pericoloso è, però, il punto 11. L'articolo, intitolato significativamente "Gestione dei confini in maniera integrata sicura e coordinata", suggerisce che in caso di crisi migratoria governi e Stati nazionali cedano la gestione delle frontiere ad organizzazioni sovranazionali come l'Onu. In pratica un'assoluta rinuncia alla propria sovranità che garantirebbe all'Onu, o ai suoi associati, il diritto di decidere quali e quanti migranti far entrare sul territorio di uno stato.

A questo punto ci domandiamo: ma come mai, secondo le ultime notizie, soltanto Stati Uniti e Ungheria e pochi altri si oppongono al Global Compact?

Per capirlo bisogna tornare alla fine del 2015. In quei mesi una sorta di ubriacatura umanitaria spinge persino una leader rigorosa come Angela Merkel ad aprire le frontiere ai migranti. Approfittando di quell'ubriacatura e del sostegno di un'amministrazione Obama allineata alle tesi del politicamente corretto il socialista Antonio Guterres, al tempo capo dell'Alto commissariato dei Profughi ed oggi Segretario Generale dell'Onu, da il via libera alla formulazione del Global Compact. Ancor prima che la proposta veda la luce i suoi principi di fondo vengono fatti a pezzi dalla crisi dell'accoglienza che travolge prima i governi italiani targati PD e poi la stessa Merkel. Ma gli automatismi e il conformismo che muove tante iniziative dell'Onu ha impedito a molti governi di toccarne con mano la sostanziale inadeguatezza.

A Marrakesh insomma un centinaio di paesi sotto l'egida delle Nazioni Unite, bruciano tempo e denaro per approvare una Global Compact che i fatti degli ultimi tre anni hanno dimostrato essere una pericolosa e inutile utopia.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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