Pontelatone, prossimo voto: il coraggio di seppellire il passato

L'editoriale del Direttore

Hanno ancora il coraggio di parlare dopo aver rovinato Pontelatone. La maggiore spudoratezza risiede nel fatto come se loro non avessero amministrato il paese per circa venti anni


Pontelatone, prossime elezioni comunali: mentalità amministrativa dissimile al servizio del paese. In sintesi e per intenderci, ora o mai più, il coraggio di seppellire per sempre il rovinoso passato.

Gente ambiziosa, la buona politica e il rinnovamento di mentalità al servizio di Pontelatone. Insomma, il coraggio di cambiare radicalmente.

Ci risiamo. Come se niente fosse successo negli ultimi 20 anni, a Pontelatone, è già in atto un certo fermento e movimento finalizzati alle ennesime elezioni amministrative anticipate a cui il paese, ancora una volta, è costretto a causa dei “ricatti”, della litigiosità e supponenza di gran parte di chi in consiglio comunale pensa solo a tutelare il proprio orticello e quello dei compagni di merende.

Il paese, con i suoi innumerevoli grattacapi, ha bisogno di chiarezza e di certezze proiettate in un vicino futuro e non dei soliti mercanti del tempio detentori di un nocivo paradigma del tirare a campare senza produrre nulla di buono nel corso della consiliatura. Chi ha responsabilità deve contribuire ad aiutare Pontelatone a ritrovarsi e a diventare comunità. Solo un paese che agisce come comunità ha successo e futuro.

I responsabili dei passati e recenti fatti politici e amministrativi non ci sono riusciti, pertanto non possono auto-assolversi come stanno facendo in questi giorni tramite qualche commento sulla rete e riproporsi ancora da protagonisti diretti o indiretti delle prossime elezioni amministrative.

Si può chiedere un atto di generosità verso il paese facendosi da parte per aiutare a far crescere una nuova classe dirigente più serena, più virtuosa e più capace? Chi vuole bene a Pontelatone deve dimostrarlo adesso.

Se ricordo bene, negli ultimi 20 anni, Pontelatone è stato costretto a ben due elezioni anticipate. Il paese non ha avuto pace e stabilità amministrativa. Segnale questo di quanto profonda sia a Pontelatone la lacerazione tra istituzioni e cittadini. Si vuole riflettere su questo prima di condursi nel segreto delle cabine elettorali alle prossime elezioni comunali 2019?

Pontelatone ha bisogno di recuperare la faccia perduta, di pretendere quella chiarezza e quelle certezze per mettersi alle spalle un passato fatto di comportamenti di singoli e di gruppi che ne hanno condizionato la sua autorevolezza, la esistenza e la consistenza. La condizione principale è, proprio guardando al passato, la chiarezza politica, la condivisione vera e non di facciata dei programmi e dei governanti scelti per realizzarli.

Chi sta con chi e per fare cosa. Stare dalla parte del paese è solo una delle condizioni, una premessa, ma per interrompere la deriva politica e amministrativa si ha bisogno di buona politica, di visione futura, di partecipazione convinta e costante che solo una mentalità amministrativa rinnovata in un virtuoso rapporto con la cosiddetta società civile possono garantire.

Occorre saper creare un civismo democratico e disinteressato, espressione di competenze, di disponibilità verso gli altri, di passioni e sensibilità civiche e culturali, di solidarietà organizzata di cui la politica e gli amministratori comunali non possono fare a meno.

Interrompere le dinamiche ventennali e ridare chiarezza politica e una conseguente serietà e certezza dei contenuti e di idea di paese, questo il compito principale dei futuri amministratori del Comune di Pontelatone.

Chi si proporrà come candidato alle prossime elezioni deve saper uscire da queste dinamiche con coraggio, unendosi per unire. Deve rappresentare il lavoro e la sua dignità, il disagio sociale, e contro le ingiustizie dare una speranza ai deboli e agli umili, ai giovani e a tutti quelli che credono che vivere bene significa far stare bene anche gli altri del paese.

Il prossimo voto è l’occasione per contribuire a costruire in paese una nuova proposta politica e programmatica che fa chiarezza e su questa unire chi vuole aiutare a liberarsi del passato e dei suoi consunti protagonisti.

Il paese deve diventare comunità, luogo per eccellenza del “noi” e quindi della partecipazione.

Non servono ammucchiate di indistinti e di amministratori in servizio permanente effettivo, ma chiare e, se necessario, radicali alternative di uomini, di donne, di idee e di proposte per il bene comune.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

2 commenti:

  1. Ma a Pontelatone abbiamo Statisti,mica aspiranti politicanti.Il loro problema è che li conosciamo,e sappiamo di ogni singolo candidato gli interessi personali e di famiglia.

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  2. Salve Oggi Chest'è, vi scriviamo perché siamo indignate, non sappiamo se con il nostro contribuito riusciremo a cambiare la nostra situazione all’interno di questo paese che ad oggi ha delle ideologie malate alla radice ma vogliamo far valere i nostri principi e i nostri valori, siamo stanche di vivere in una società corrotta, anche nelle piccole cose, dove si ha la possibilità di andare avanti e fare esperienza solo se si è “figlio di“ e non se si hanno i requisiti; siamo stanche di fare sempre finta di niente e di voltarci dall’altra parte. Basta, siamo stanchi di tutto questo facciamo valere la meritocrazia.

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