Pontelatone, alzare la guardia sul presente per scongiurare un ritorno al triste passato


L'editoriale del Direttore

Il mio editoriale è tutto speso ad alzare la guardia su di un presente che mostra la tentazione di rivolgersi a un inquietante passato nel tentativo di risolvere tutte le contraddizioni che lo attraversano


PONTELATONE – A quanto pare solo fra un paio di mesi potremo cominciare ad avere un quadro chiaro delle proposte amministrative per Pontelatone tra le quali i latonesi saranno chiamati a scegliere in primavera. In attesa che tutto si compia, però, siamo nelle condizioni di ragionare sullo scenario che va assolutamente scongiurato, lo scenario che vedrebbe Antonio Carusone e Francesco Izzo e le forze della restaurazione che vanno riconoscendosi in una lista civica del “cambiamento”. Ovviamente “cambiamento” solo a chiacchiere e fasullo nel concreto.

Il punto è tutto qui, nel senso che qualora i latonesi dovessero fare questa scelta, sarebbe nefasta e distruttiva per il paese e la sua comunità. Si tratterebbe di scegliere tra l’opportunismo conclamato e il ritorno al peggiore passato: nell’uno o nell’altro caso, non ci sarebbe speranza alcuna per Pontelatone. Non ci sarebbe più spazio nemmeno per lamentarsi.

Questo è il punto politico dirimente, il presupposto sul quale andrebbe costruita l’alternativa che serve al piccolo Comune del casertano di circa 1.700 anime, un’alternativa che, evidentemente, non potrà trovare genesi e prospettiva se non nella scomposizione del largo campo dei izzoniani, cutilloniani e espertiniani.

Ad oggi, secondo le notizie in nostro possesso, l'ex sindaco Alfonso Cutillo, è fuori dalla competizione e partecipazione elettoralistica. Ma sarà veramente così? Il dubbio è naturale. Come è naturale che lo stesso Cutillo non vorrà avere sulla coscienza una eventuale affermazione elettorale di chi ha poi ridotto realmente il paese in questo stato pietoso, oggi visibile anche ai più orbi. E' dall’altra parte del campo che va ricercata la via della salvezza, ovvero nella definizione di un fronte ampio e composito nel quale devono trovare rappresentanza tutte quelle forze, di matrice civica o chiaramente riconducibili ad una dimensione politica, che si ritrovano nella necessità di cacciare i mercanti dal tempio, per offrire a Pontelatone una proposta di governo solida ed ambiziosa, sulla base di una rappresentanza in grado finalmente di coniugare consenso e competenza, credibilità e voglia di fare per il paese.

A ben vedere, almeno sulla carta, le condizioni per arrivare alla definizione di un siffatto reale cambiamento ci sono tutte, perché è del tutto evidente che questa è la linea riconducibile a molti anticarusoniani, è la linea tracciata in primo luogo dall'ultimo sindaco del paese Adriana Esperti e dall'ex sindaco Amedeo Izzo, ed è una linea sulla quale, in un modo o nell’altro, dovrà necessariamente ritrovarsi anche gran parte del corpo elettorale. A prescindere dal fisiologico gioco dei tatticismi, a dai balletti sui nomi dei possibili candidati apicali e dalle liturgie sul tornaconto personale, la partita si gioca tutta qui, sulla necessità di dar a Pontelatone una prospettiva seconda rispetto alla dicotomia opportunismo–restaurazione, nella necessità di scongiurare una vittoria elettorale dei carusoniani il cui esito, in un modo o nell’altro, negherebbe qualsiasi speranza al paese ed alla sua comunità.












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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

1 commenti:

  1. Quindi quale sarebbe la linea tracciata dalla Esperti,che calpestare la volontà popolare è un’atto dignitoso?a chiunque venga ad invocare voti ,chiedete se ha intenzione di percepire lo stipendio ,sappiate che una risposta affermativa peserà altri 60 euro in più l’anno di tasse a famiglia.

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