Pontelatone, si può pensare di uscire dal deserto?

L'editoriale del Direttore

Per i nostri ragazzi una vita all’estero non sarebbe certo un dramma grazie alla loro volontà. Che però serve a essere cittadini del mondo, non a fuggire dalla disoccupazione e miseria


Anche il 2018 si è chiuso con un saldo molto negativo, meno quattro, per quanto riguarda le attività aperte e quelle che hanno chiuso i battenti. Qualche nuova insegna non si è vista.

C’era un’edicola, adesso non c’è più nemmeno quella. La domenica spesso era l’unica aperta. Ma ha fatto la stessa fine dei due bar e della barberia. Ancora un sacrificio all’informazione via internet. I giornali non li compra più nessuno. E’ il mercato bellezza. E Pontelatone è un paese sempre più vuoto. Anche durante le feste, un deserto. Di giorno e di notte. Con le luminarie ancora più deserto. Perché il vuoto risalta di più.

All'unico locale un minimo in più di movimento c’è stato e c’è, ma mica tanto. Neanche le tredicesime hanno acceso la miccia. E ormai anche gli abitanti stanno facendo l’abitudine alle “strade vuote deserte sempre più” come nella famosa canzone di Mina.

Viene rabbia a vedere un Pontelatone così, ad assistere ad un declino che sembra ineluttabile e inarrestabile, senza possibilità di invertire la tendenza. Eppure i commercianti, qualche associazione, tranne la politica locale, si danno da fare, di iniziative ne mettono in campo diverse, ma la situazione non muta. Il vento è sempre lo stesso. Ed è un vento gelido. Che fa male. Pontelatone non riesce proprio, nonostante gli sforzi, a tornare nei circuiti dello splendore economico come era un tempo. E se parliamo di turismo esterno occasionale, parliamo comunque di numeri esigui. Magari in leggera crescita, ma sempre esigui.

Gli ex amministratori locali continuamente parlano di numeri incoraggianti per le strade del paese: come se Pontelatone vivesse un’epoca d’oro. Per carità, comprendiamo queste false affermazioni, visto il calo del consenso politico locale. Pensate che lo stesso Luigi Di Maio, in questi giorni passati, disse che “siamo sulla soglia di un nuovo boom economico”. Mentre è notizia recente che l'economia italiana è entrata in recessione tecnica. L'Istat ha certificato che nel quarto trimestre del 2018 il PIL è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,1% in termini tendenziali. Si tratta del secondo calo congiunturale consecutivo dopo il -0,1% del terzo trimestre dello scorso anno, primo segno negativo dal secondo trimestre del 2014. Stendiamo un velo pietoso.

Pontelatone è diventato un “ghost country”. Inutile negarlo. Colpa degli amministratori di lunga data che vedono tutto rosa e non si accorgono della realtà e quindi neanche ci provano ad a invertire la tendenza? Colpa di tutti, specialmente della politica in generale, che non cerca e non trova risposte. Ognuno per il ruolo che ha, naturalmente. Gli ex amministratori hanno iniziato nel governare giovani il paese. Loro, di Pontelatone hanno conosciuto e frequentato, per motivi anagrafici, un paese fiorente oggi in declino. Hanno visto, per esempio, i due minimarket del paese pieni. Hanno visto, e non in qualche sbiadito filmatino amatoriale in superotto, Via Torre che brulicava di persone alle 08.00 di mattina come alle alle 17.00 del pomeriggio: commercianti indaffarati. Hanno visto i bar pieni di gente, fino a notte fonda. E non solo di giovani, come avviene adesso nell'unico locale.

A Pontelatone di esercizi commerciali ce n’erano eccome e vendevano di tutto. C’era pure un negozio di elettronica. C'erano più servizi al cittadino, svenduti poi nel corso degli anni per "quattro soldi" ad altri. Per dire. Era un paese ben fornito, di sicuro più vivace.  Per chi non l’ha mai visto, per chi non l’ha conosciuto, però, è anche ostico immaginarlo adesso. Come si fa a immaginare una cosa sconosciuta? Ma questo discorso non vale per i governanti comunali degli ultimi circa venti anni, comprese le opposizioni.

Per questo, così come riteniamo che sarebbe utile una discussione ampia e senza reticenze, sui temi fondamentali, per capire cosa si può fare per valorizzare il patrimonio e le risorse umane presenti e incentivare le iniziative, anche esterne, che possano favorire la crescita complessiva di Pontelatone, allo stesso modo pensiamo che non sia più rimandabile una riflessione anche sui temi economici. E in particolar modo su quello che è il tessuto connettivo dell’economia locale, la rete commerciale e artigianale. Come in politica e in tutti i campi, la “memoria” può venire in aiuto, può essere utile a comprendere certe dinamiche e certi errori. Perchè di errori ne sono stati fatti parecchi negli ultimi due decenni. Qualcuno può pensare che non sia il caso di discutere con “questi amministratori”. E la posizione è legittima, ma allora quel qualcuno dovrebbe fare qualche proposta alternativa e lavorare per portarla all’ordine del giorno. Altrimenti, la strada è una sola: riflettere tutti insieme, pacatamente, serenamente – come dice Amedeo Izzo – sulla situazione e sulle possibili vie d’uscita. Cominciando, a nostro modestissimo avviso, dallo studiare come eravamo un tempo non molto remoto. Perché se “eravamo” una comunità vivace, si può anche pensare che sia possibile tornare ad esserlo. Il che non vuol dire guardare solo indietro, o vagheggiare improbabili ritorni a tempi ormai passati. E remoti. Lanciamo la palla ai politici latonesi impegnati già nella campagna elettorale in vista delle elezioni comunali di fine maggio 2019. Ne vogliamo parlare o ci attrezziamo per vivere nel deserto? Nel caso, chi ha governato Pontelatone sin ad oggi, ci dica che provviste dobbiamo fare, perchè la colpa del declino in gran parte è proprio vostra.













Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

4 commenti:

  1. Cmq vedere il paese ridotto ad un deserto non e didi certo tutta colpa degli amministratori, ma anche di giovani che non vengono invogliati dai stessi genitori o nonni a proseguire le attività, fatto sta che ci dobbiamo preoccupare perché fanno via via chiudendo tutti a malincuore ho visto chiuso anche la barberia, spero che sia solo un vento negativo del momento e che via via riaprano le attività, imbocca alal lupo a tutti i commercianti e quelli che pensano di aprirne una nuova
    "forza rialzati Pontelatone e fiorisci come ai vecchi tempi"

    RispondiElimina
  2. Fino a quando ci saranno Cammelli come te, direttore, Pontelatone non uscira’ mai dal deserto

    RispondiElimina
  3. Impeccabile analisi, come sempre.

    RispondiElimina
  4. Greetings! Very helpful advice in this particular post!

    It is the little changes which will make the most important changes.
    Thanks a lot for sharing! It’s perfect time to make
    some plans for the long run and it’s time to be happy.
    I have learn this put up and if I could I desire to suggest you few interesting things or advice.

    Maybe you can write subsequent articles regarding this
    article. I wish to learn even more issues approximately it!
    I have been browsing online more than 2 hours today, yet I never found any interesting article
    like yours. It’s pretty worth enough for me. In my opinion, if all site owners and bloggers made good content as you did, the web will be much
    more useful than ever before. http://foxnews.org/

    RispondiElimina