Salvini salva il cialtrone Di Maio

di Domenico Iodice

Voto pro Salvini, Di Maio assediato dai ribelli


Fumata bianca dal popolo pentastellato: Matteo Salvini non va processato per i fatti della nave Diciotti. Il giorno nero della giustizia a furor di popolo si è concluso con una vittoria del buonsenso. E di Luigi Di Maio. La base degli iscritti alla piattaforma Rousseau si è espressa contro l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

I numeri della partecipazione al voto online sono stati importanti. In 52.417 iscritti hanno cliccato. Di questi, 30.948 (il 59,05 per cento) hanno ritenuto che Salvini avesse agito per tutelare un preminente interesse pubblico; 21.469 (il 40,95 per cento) sono stati di contrario avviso. Ora cosa accadrà?

Probabilmente hanno ragione i media che questa mattina parlano di salvataggio. Ma di chi? Di Salvini? Non proprio. Preferiamo pensare che il salvato, nella circostanza, sia stato il capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio. Fin dal primo momento in cui si è palesato un rischio per la tenuta del Governo sull’affare della nave Diciotti è apparso chiaro che il re travicello della storia fosse il giovane leader pentastellato e non certo il suo partner leghista. D’altro canto, nella polemica divampata all’interno del Movimento non è mai stata la posizione di Salvini la materia del contendere ma la collocazione dei pentastellati rispetto a una questione che andava a incidere su uno dei punti cardine del grillismo: la fine di qualsiasi impunità per i politici. Ma l’interrogativo sulla qualificazione della condotta del ministro dell’Interno non poteva considerarsi che l’innesco di una carica esplosiva la quale, era questione di tempo, prima o dopo sarebbe scoppiata portando alla luce le contraddizioni coltivate dalla natura idroponica del Movimento medesimo.

E quel 60 a 40 della votazione di ieri rispecchia fedelmente la spaccatura profonda che c’è nell’elettorato pentastellato che non è tutto di sinistra, come non è tutto di destra. Si tratta di un’elementare verità, sapientemente nascosta dagli artefici della “mostruosa creatura” agli occhi dell’opinione pubblica, ma che non sarebbe più potuta restare tale dal momento in cui il Movimento sarebbe venuto a contatto con la funzione di governo. Non è un caso che la comunicazione in tarda serata dell’esito della votazione online sia stata accompagnata dall’altra notizia che contribuisce a chiarire cosa stia realmente accedendo all’interno dei Cinque Stelle. Il capo politico Luigi Di Maio ha convocato un’assemblea dei parlamentari pentastellati per annunciare la decisione di cambiare verso al Movimento traghettandolo nella più compiuta forma partito in vista di un maggiore radicamento nei territori. Si tratta di una rivoluzione copernicana per una forza politica che aveva fatto dell’isolamento nella diversità antisistemica la sua cifra identificativa. Ma è troppo tardi, i danni sono irreversibili.

























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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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