Pontelatone, verso le elezioni comunali 2019: il ruolo e la responsabilità dei cittadini

di Redazione

L'opinionista politico ed attivista pentastellato del paese Mimmo Iodice: “Tocca a noi credere fino in fondo all’importanza di dare un futuro al nostro paese ed alla sua comunità”


Le prossime elezioni comunali verso cui siamo avviati dovrebbero segnare un passo in avanti per il rafforzamento della casa comune, o ci faranno tornare indietro di ben 20 anni, verso una nuova epoca di chiusure di meccanismi marci, di egoismi personali, di diffidenze verso gli amministratori municipali. Esiste la necessità di trovare la strada per camminare tutti insieme o ci perderemo nel labirinto dell'egoismo degli interessi personali. Per la prima volta, la campagna elettorale che si sta aprendo rischia di trasformarsi in un referendum pro o contro Pontelatone, visto che chi potrebbe vincere di nuovo le elezioni ha amministrato il paese per ben 20 anni riducendolo in miseria sociale, economica e politica. Non siamo mai entrati in un circuito di salotti che contano, mai un primeggiare sui Comuni attigui, mai raggiunto un obbiettivo di spessore da parte in un qualche governate degli ultimi due decenni. Insomma, il vuoto assoluto, zero rappresentanti di calibro e spessore latonesi, solo tanti cialtroni opportunisti nei vari Consigli comunali. In tanti, anche con toni calibrati e suadenti, vorrebbero convincerci che in fondo non sarebbe un disastro un eventuale ritorno di Antonio Carusone e carusoniani. Per scongiurare tale scenario e per mantenere in vita quel poco che è rimasto, oggi più che mai, abbiamo bisogno di una comunità unita che si ribella a tanti anni di “schifezze” di ogni genere.

Attorno al destino di Pontelatone, insomma, si deciderà buona parte del nostro futuro e delle nuove generazioni. Questa è la volta decisiva per il paese, insomma, vivere o morire per sempre. Provo allora, a due mesi dal voto del 26 maggio 2019, a proporre quattro sottolineature. Per prima cosa, occorre ribadire che Pontelatone potrà sopravvivere solo se sarà capace di fare un balzo in avanti. Se cesserà di essere soltanto un sistema di alleanze o una coalizione di interessi personali, per diventare una comunità di destini, a partire dai temi unificanti delle poche attività rimaste aperte della crescita, del lavoro, della centralità della persona, della tutela della famiglia, della solidarietà, della lotta alla povertà, della riduzione delle diseguaglianze sociali. Questo significa anche – ed è una seconda sottolineatura , che è sempre più urgente identificare gli indispensabili cambiamenti amministrativi di cui Pontelatone ha bisogno per potersi rilanciare nello scacchiere del territorio del Medio Volturno. Negli anni recenti Pontelatone ha mostrato tutti i suoi limiti di fronte alla crisi economica, alla disoccupazione soprattutto giovanile. E ciò è avvenuto anche perché i nostri amministratori comunali non hanno spiccate competenze adeguate per agire. Da qui il bisogno di cambiamenti, che vadano nella direzione di un paese più coeso, che conta, che sa farsi valere quando occorre.

In terzo luogo, abbiamo bisogno che Pontelatone torni ad essere attrattivo, capace di coinvolgere e appassionare i cittadini, le parti sociali, le aziende del territorio. Si avverte la necessità che il campanilismo torni a sgorgare dal basso, dalla condivisione di un sogno. Ben venga allora la promozione di una simbologia latonese, la ricerca di volti puliti, emblemi, progetti che consentano ai cittadini di identificarsi in un luogo comune. Ma è ancora più necessario che la futura amministrazione comunale riguadagni credibilità agli occhi dei propri amministrati facendoli sentire rappresentati, raccogliendone ed esprimendone le istanze, i bisogni, le aspirazioni e le capacità. Abbiamo bisogno di persone che siano più vicine alla gente e non solo ai propri interessi. Abbiamo anche bisogno, però, di cittadini più vicini all’amministrazione. Per rilanciare il “cantiere Pontelatone” occorre – quarto ma non ultimo elemento – più partecipazione, più senso di responsabilità, più coinvolgimento, razionale ed emotivo, da parte dei latonesi. Tocca innanzitutto a noi, ai cittadini, rilanciare il progetto Pontelatone, riscoprendo le ragioni del nostro stare insieme: quelle storiche, che sono ragioni di benessere e crescita, di affermazione dei diritti, di arricchimento culturale, e non solo di benessere economico, e quelle che derivano dalle tante nuove sfide che abbiamo davanti. Tocca a noi credere fino in fondo all'importanza di camminare insieme per affrontare i nuovi tornanti che la storia ci pone davanti. Senza arretrare, senza rinunciare a fare del nostro minuscolo paesino uno spazio di promozione dei diritti, della libertà di pensiero senza ricevere querele giusto per intimorirti e chiuderti la bocca, della giustizia sociale”.













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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