Pontelatone, le elezioni comunali mettono i latonesi davanti ad un bivio: miseria o nobiltà

di Mimmo Iodice

Il dado è (quasi) tratto. Tra un mese esatto, il prossimo 26 maggio, si apriranno i seggi per le elezioni amministrative nelle quali si eleggeranno il nuovo sindaco e il consiglio comunale


Dobbiamo e vogliamo sperare che sabato, con la presentazione delle liste elettorali, si ponga fine al teatrino politico che da almeno un mese a questa parte ha tenuto occupato le cronache di Pontelatone, sovente anche replicando spettacoli offensivi del comune senso del pudore.

Dobbiamo e vogliamo sperare che la politica smetta copioni e costumi della sceneggiata e riproponga testi e vestiti capaci di restituire ai cittadini la voglia di ascoltare e la possibilità di capire per poi poter scegliere, in libertà e in coscienza, chi dovrà rappresentarli nel governo del piccolo Comune di Terra di Lavoro: la storia amministrativa di Pontelatone degli ultimi circa quattro lustri non racconta capitoli esaltanti.

Pontelatone non è cresciuto, in diversi settori – commercio e servizi in modo particolare – è addirittura regredito. Sul versante dello sviluppo ed occupazione fanno ancora vergognosa mostra di sé l’eterno incompiuto Cervarecce.

Quelli appena accennati rappresentano soltanto l’esemplificazione paradigmatica della lunga serie di fallimenti collezionati dagli amministratori comunali  che si sono succeduti in questi circa ultimi venti anni. Il paese è rimasto inchiodato al suo passato. E’ da questo passato statico, inconcludente, dannoso, opportunistico, che Pontelatone deve schiodarsi. Ed è impresa tutt’altro che facile. Perché nel frattempo si è affievolita anche la coscienza civica collettiva, questo perchè le famiglie “potenti” hanno abbondantemente offuscato il senso dell’interesse generale, complici l’assenza della buona politica, per favori fatti, l’affermazione delle forme più bieche di qualunquismo e trasformismo.

Impresa alquanto ostica, dunque. Che richiede impegno straordinario, una forte carica di idealità, competenza, sano pragmatismo. E, soprattutto, guida politica. Se non si comincia rigorosamente a diffidare degli “uomini soli al comando”, dei tuttologi, degli unti dal Signore – tutte categorie che fanno rima con inconcludenza ed affarismo – Pontelatone non avrà alcuna possibilità di ripartire, di darsi e perseguire una meta.

E siamo al punto. Domani a mezzogiorno finalmente calerà il sipario sullo stucchevole teatrino che ci è stato offerto in quest’ultimo mese, ma sostanzialmente in continuità con quanto il convento ha passato da un bel pò di tempo a questa parte. Da sabato in avanti gli elettori latonesi hanno il diritto di sapere – non, come si usa dire, di che morte devono morire, visto che peggio di così non si può stare – ma in che modo si può tornare alla “vita vivibile” in questo paese, su quali fondamenta e con quali mattoni si può costruire un luogo in cui la comunità ritrova, insieme, i suoi valori identitari e la speranza d’un futuro migliore per la generazione che sta crescendo.

È impresa difficilissima a causa delle condizioni – dalle finanze pubbliche dissestate all’etica politica e amministrativa devastata – in cui versa il Comune. Ma non è impresa impossibile. Molto dipende da come si comincia. E l’inizio è affidato a loro: ai candidati sindaci e alle forze politiche che hanno alle spalle, quelli che ne hanno. Spetta a loro dire ai latonesi, qui e subito, in maniera chiara e persuasiva, cosa hanno in testa di fare, con quali mezzi, in quali tempi.

Dobbiamo e vogliamo sperare che i candidati sindaci alzino l’asticella del confronto, bandiscano il tira a campare, spieghino ai latonesi la “visione” che hanno del paese che vogliono costruire e in parte ricostruire. “Visione” non è una parola vuota. “Visione” è un concetto, una strategia, un’idea che può e deve diventare modello di vita collettiva, qualità della vita d’una intera comunità. L’organizzazione dei servizi pubblici, l’urbanistica, il luoghi della produzione e del lavoro, le iniziative che favoriscono la crescita culturale e le offerte per il tempo libero: son tutte cose concrete che esplicano il significato e rendono fruibile la “visione”.

Dobbiamo e vogliamo sperare che i protagonisti di questa competizione elettorale ci metteranno in condizione di raccontare ai latonesi un confronto serio di idee, di ragionamenti, di proposte, al di fuori, al di sopra e lontano anni luce dalle miserie politiche e umane che fin qui ci ha offerto il teatrino.

Dobbiamo e vogliamo sperare che sulla campagna elettorale “porta a porta” delle promesse, delle estorsioni psicologiche, dei diritti concessi come favori e del voto di scambio comunque dissimulato, prevalga la campagna elettorale del “pensiero”, del paese bene comune, della legalità in ogni ambito. Perché, alla fine dei fatti, signore e signori, Pontelatone del post voto sarà esattamente ciò che i latonesi sceglieranno che debba essere. 













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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

7 commenti:

  1. Caro Direttore, resto nell'anonimato non perchè abbia paura ma per altri motivi che non sto qui a dire.
    Mi è piaciuto il passaggio in cui finalmente citi queste famigerate famiglie potenti, che tutti conosciamo, e che grazie a loro Pontelatone è rimasta al feudalesimo.
    Hanno saputo muovere i fili in maniera così fine che nessuno ha mai pensato che la vera rovina di questo paese la dobbiamo soprattutto a loro.
    Negli ultimi venti anni la politica Latonese è stata al totale servizio di questa gente che ha deciso vita, morte e miracoli di tutti i cittadini.
    A loro non interessa che l'economia locale riparta poichè il flusso di denaro nelle loro casse si ridurrebbe drasticamente, le persone comincerebbero a stare meglio ed a non avere più paura di loro, sfumerebbe la sudditanza nei loro confronti.
    Ora io mi chiedo da tempo se qualcuno avrà mai i coglioni di attaccare frontalmente questi signori e far capire loro che a Pontelatone devono rispettare le regole come tutti e che sul comune decide il Sindaco e non loro.
    Io penso che la chiave di tutto sia questa.

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  2. Miseria e nobiltà tutto in una lista......una nzalat.....adesso voglio vedere cosa hai il coraggio di scrivere. contento caro direttore?

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  3. La pacchia e finitaaaa

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  4. Se questa lista vince le elezioni, saranno uccelli per diabetici,a buon intenditor poche parole.

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  5. si diceva di volere appoggiare un giovane e ci ritroviamo un ex ex ex sindaco,la sindaca sostiene di avere troppi impegni e quindi questo non le ha permesso di candidarsi a sindaco, ma i consigliere al comune vanno per Hobby? cosi giusto nel tempo libero?

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    1. Purtroppo sono solo manie di protagonismo e nient'altro.

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  6. Voterò Amedeo Izzo convintamente, meno convinta sono di alcuni elementi presenti all'interno della lista che lo sostiene.
    Stanno mettendo in croce gli elettori con queste benedette preferenze, ma a cosa serve se tutti saranno eletti.
    La più agguerrita è Adriana che dice di dover fare bella figura perchè lei è stata sindaco.

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