Comunità Montana, gli stipendi ai forestali non arrivano: il settore insorge

di Mimmo Iodice

Palazzo Santa Lucia taglia i fondi per l’antincendio e si rimangia la parola sui 90 milioni promessi per coprire il 2018 e parte del 2019


Alle porte, c’è un’estate di fuoco. Dall’atteso confronto svoltosi ieri i Regione è giunta, infatti, una fumata nerissima. La vertenza della forestazione, proprio mentre è già cominciata un’estate caldissima anche sotto il profilo del rischio incendi, riesplode con forza. A dispetto degli impegni assunti negli anni scorsi, presente e futuro per i 4.000 operai campani, sono economicamente scoperti ed incertissimi.

In pratica, visto che all’appello mancano la metà dei fondi (82 milioni) necessari per il 2018, e non c’è ancora un euro sul triennio 2019-2021, la garanzia dell’erogazione dei 90 milioni di euro promessi per dare ossigeno al settore e scongiurare una nuova crisi.

La risposta della Regione è stata drammatica. E’ stato dichiarato in maniera palese che non ci sono le economie promesse. Questo momento è ancora più drammatico dei periodi vissuti nell’era Caldoro. Questo anche perché diverse Comunità Montane non sono in regola con le rendicontazioni, e i 20 milioni disponibili in Regione non possono essere erogati. Così, come al solito, tutti gli operai degli enti che non sono riusciti ad andare avanti con proprie anticipazioni, attendono gli stipendi – in media – da 8-10 mesi.

Come se non bastasse, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è la sorpresa sui fondi per il progetto di Antincendio boschivo. Fino all’anno scorso questo capitolo era sostenuto in tutto con 4,5 milioni. Sul Burc, oggi, scopriamo che quest’anno ci saranno 1,6 milioni. Significa che, spalmando i soldi su tutti gli enti campani, si potrà fare l’antincendio appena per 2 settimane. Troppo poco per pensare di tutelare il patrimonio boschivo.

Per tutte queste ragioni, i forestali sono di nuovo sul piede di guerra. Manca solo l’ufficialità dei segretari regionali, ma il prossimo 12 luglio, a Palazzo Santa Lucia, è già stata prevista una grande mobilitazione di tutto il comparto.

Salvo un nuovo colpo di scena, che potrebbe comunque materializzarsi in un prossimo incontro con la Regione, il livello di tensione nel comparto torna ai livelli della scorsa consiliatura regionale. Dopo aver atteso pazientemente per 3 anni una svolta, gli addetti sono nuovamente esasperati. 

La polveriera è nuovamente sul punto di esplodere.















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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