Forestali ancora sul piede di guerra

di Mimmo Iodice

Ieri a Palazzo Santa Lucia il governatore ha assicurato nuovi provvedimenti tampone: 3 stipendi arretrati, cabina di regia per la rendicontazione, pressing sul governo per il futuro


De Luca promette, i sindacati vacillano. Ma lo sciopero della forestazione campana, almeno per il momento, resta in piedi. Prima di ritirare la mobilitazione regionale già proclamata a Palazzo Santa Lucia, infatti, i rappresentanti dei lavoratori vogliono vedere – nero su bianco – il verbale attestante i nuovi impegni assunti ieri dal governatore, e dagli assessori al Bilancio e ai Fondi Europei.

De Luca ha assicurato prima di tutto il pagamento di 2-3 spettanze arretrate a ciascun operatore, entro pochi giorni. La Regione riuscirebbe infatti a recuperare a breve circa 13-14 milioni di euro. Contemporaneamente, ha promesso di ripristinare il fondo ordinario da 4,5 milioni destinato all’antincendio boschivo, e ridotto nell’ultimo periodo – tra le proteste – a un milione e mezzo. E poi il futuro. Come hanno lamentato più volte nell’ultimo anno lavoratori e sindacati, per la forestazione, nel triennio 2019-2021, non c’è ancora un euro. I 117 milioni di euro che occorrono come il pane (e che tra l’altro non bastano del tutto), non sono mai stati stanziati. De Luca sul punto ha additato il Governo, promettendo di sbloccare l’impasse entro venerdì, a Roma, con la firma del relativo Accordo di programma quadro. Per finire, visto che i problemi delle Comunità Montane nascono anche dal fatto che diversi enti non sono capaci di rendicontare in tempo i progetti, e quindi di farsi pagare, l’intesa raggiunta ieri prevede l’attivazione di una cabina di regia Regione-sindacati. Unione comunità montane, per monitorare mese dopo mese la situazione. Così si eviterebbero clamorosi ritardi.

Affermazioni, quelle fatte dalla giunta regionale e dal presidente, che i rappresentanti sindacali colgono positivamente, ma che – visti i precedenti – non bastano a fermare lo sciopero. Almeno per ora. I lavoratori, infatti, chiedono a gran voce che gli impegni vengano messi nero su bianco. La Regione potrebbe tirar fuori il verbale ad ore. E laddove le promesse dovessero risultare riportate con precisione, la mobilitazione verrebbe congelata.

Anche se alla fine la mobilitazione potrebbe essere revocata, la vicenda resta incandescente. Allo stato attuale, all’appello mancano la metà dei fondi (82 milioni) necessari per il 2018, e – come detto – non c’è ancora un euro sul triennio 2019-2021. Tutti gli operai degli enti che non sono riusciti ad andare avanti con proprie anticipazioni, attendono gli stipendi – in media – da 8-10 mesi. Al di là dei provvedimenti tampone, insomma, la vertenza forestazione resta il tallone d’Achille della Regione. Da Caldoro a De Luca, la vera svolta non si è mai realizzata. Nonostante gli annunci e le conferenze stampa.














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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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