I signori del "so tutto io"

di Milena Varone

Gradiamo molto pubblicare di nuovo questo interessante articolo



PONTELATONE – La conoscenza può portarci molto lontano nella vita, ci sono persone umili nella loro saggezza e invece di causare imbarazzo a coloro che sono meno istruiti, agiscono con altruismo, aiutandoli ad espandere le loro conoscenze. Viceversa, ci sono persone con la sindrome del “so-tutto-io”, estremamente arroganti. Questa sorta di sindrome, è stata di recente oggetto di studio da parte di un team di psicologi dell’Università del Michigan si sono dedicati ad analizzare il comportamento dei “tuttologi”. Per comprendere se abbiano davvero più conoscenze degli altri e se questo comportamento di superiorità possa essere uno strumento che li aiuti a trovare nuovi modi per potenziare il loro processo di apprendimento e di conseguenza sviluppare il loro intelletto. Nella loro analisi, i ricercatori hanno scoperto che questa arroganza non deriva sempre dalla reale conoscenza. Quando ad alcuni è stato chiesto qualcosa di cui non avevano sufficiente conoscenza, hanno comunque affermato di saperne più di altri. Per avvalorare la loro sapienza, hanno supportato le informazioni esposte con una serie di argomenti che hanno dimostrato solo la loro conoscenza limitata dei fatti. Il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza. Durante il sondaggio, i partecipanti hanno compilato questionari per testare la loro conoscenza in ambito politico. Gli psicologi hanno inserito nei questionari alcuni termini inesistenti. I tuttologi hanno individuato i termini falsi, ma hanno continuato ad insistere sul fatto che li conoscessero davvero. Le persone con un livello di istruzione più basso invece, oltre a dimostrare una conoscenza più solida, hanno dimostrato di possedere anche una buona dose di umiltà restando fedeli alla verità sui termini. Nella fase successiva è stato chiesto ai partecipanti di leggere due articoli. Gli psicologi invece, durante il loro studio, hanno osservato che i partecipanti avevano prestato attenzione a tutto ciò che confermava le loro convinzioni ed avevano ignorato ciò che li sfidava o li contraddiceva. Invece non bisogna dimenticare che dobbiamo essere aperti ad altri punti di vista, riconoscere i nostri errori e sfruttare tutte le opportunità di apprendimento e crescita che offrono.
L’umiltà di pensiero e il desiderio di imparare e di migliorare, sono sinonimi di crescita e di spessore. 















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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