La Foresta amazzonica è ancora in fiamme

di Mimmo Iodice

Gli incendi della Foresta amazzonica hanno superato ogni record, procurando danni ambientali di grandissima portata


Lo chiamano il polmone verde del mondo perché da sola l’Amazzonia provvede a regalarci il 20% dell’ossigeno totale, ma questa incredibile distesa di natura è molto più che un organo pulsante che fa bene alla Terra: è un mix di specie animali e un ecosistema che non ha pari in tutto il pianeta, un luogo di culture misteriose che si intrecciano con la sua storia millenaria.

Gli incendi in Amazzonia che dall’11 agosto 2019 stanno colpendo alcune zone della foresta come Amazonas, Roraima, Acre e Rondônia in Brasile stanno distruggendo una porzione vastissima di verde. Gli incendi sono aumentanti dell’83% rispetto al 2018. Un numero record per il polmone verde del pianeta. Non è una novità che ci siano incendi durante la stagione secca, ma questi dati sono assolutamente anomali. Certo il caldo e la siccità favoriscono gli incendi, ma è l’uomo il primo fautore di questa tragedia ambientale. Infatti per favorire gli interessi economici, l’allevamento di bestiame, l’agricoltura e altre attività economiche, si libera la terra dagli alberi, visti come ostacolo alla ricchezza.

Lo sfruttamento eccessivo ed estremo delle foreste, dei paesaggi naturali  causi grossi problemi. Una delle cause maggiori degli incendi è dovuto alla conversione dei paesaggi naturali in territori agricoli. La nostra agricoltura industriale ha un ritmo troppo serrato e sta divorando le foreste.

Se ci fermassimo a riflettere quanto le foreste sono importanti per il nostro pianeta e per la salute della Terra, forse accantoneremmo gli interessi economici e i profitti personali in cambio della salute del pianeta. Ecco perché è importante salvaguardare le foreste.

Le foreste aiutano a combattere i cambiamenti climatici. L’80% della deforestazione globale è dovuta alla produzione agricola industriale. Ma liberando il terreno dagli alberi, non facciamo altro che abbattere quel polmone verde che fa in modo che il riscaldamento globale non peggiori a velocità massima. Le foreste infatti catturano un terzo dell’anidride carbonica rilasciata ogni anno dai gas, dal petrolio e dal carbone.

Proteggere le foreste, significa proteggere gli esseri viventi che vi abitano, dalle piante, agli animali. Per esempio la Foresta amazzonica ospita moltissime varietà di animali e di vegetazione, ma che di anno in anno rischiano l’estinzione. La deforestazione, convertendo paesaggi naturali in terreni agricoli, sostituisce la varietà con poche specie. Basti pensare alle api, messe a repentaglio dai prodotti fitosanitari, da cui deriva un terzo del nostro cibo.

Ma sia ben chiaro che questi incendi sono causati dall’uomo che preferisce favorire i propri interessi economici, piuttosto che la salute della Terra e dei suoi abitanti. Ci domandiamo sovente se c’è un modo per descrivere adeguatamente la follia che ci fa sprecare i grandi doni della Terra. Solo quando l’ultimo albero sarà abbattuto e l’ultimo fiume avvelenato e l’ultimo pesce pescato ci renderemo conto che non possiamo sfamarci con il denaro. Quello stesso dio denaro per cui molti umani sono disposti a distruggere anche tutto il mondo.






















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Autore: Domenico Iodice

Giornalista

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