Coronavirus, produttori di latte e caseifici in affanno

di Mimmo Iodice 

Produttori di latte e trasformatori prendono atto della condizione di difficoltà nella quale versano a seguito delle restrizioni imposte dalla diffusione del Covid-19, che ha comportato una severa flessione della domanda di mozzarella, ed una conseguente diminuzione della richiesta di latte per produrla da parte dei caseifici

Situazione drammatica nel segmento casertano della mozzarella di bufala campana Dop. Il decreto governativo sull’emergenza Coronavirus ha chiuso tutte le attività di ristorazione, comprese naturalmente le pizzerie. Il contraccolpo per il settore è stato ed è durissimo. Gli allevatori di bufala sono disperati. C’è latte in eccesso e non si sa più cosa fare. Sin a poco tempo fa la soluzione era la conservazione ma oggi non è più possibile per eccesso di materia prima. I clienti, soprattutto grossisti, chiedono dilazioni di pagamento alle aziende di trasformazione che, a loro volta, devono fare i conti con gli allevatori. Si invoca da più parti il pronto intervento del Governo che dichiari lo stato di crisi del settore.


Secondo quanto trapela informalmente dal Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, gli oltre cento caseifici concessionari del marchio comunitario nella seconda settimana di marzo 2020 hanno trasformato il 65% di latte in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo un comunicato stampa di Assolatte, la possibile causa di tanto è la chiusura dei ristoranti e il rallentamento dell'export.


Il momento è alquanto delicato, ma paradossalmente dalle difficoltà possono nascere grandi opportunità, tanto per le aziende che per i consumatori. Ci riferiamo alla riscoperta ed al consumo dei nostri ottimi prodotti “Made in Italy” e locali a km zero, che oggi più che mai tassativamente non devono e non possono mancare sulle nostre tavole. Mangiare italiano e locale non vuol dire solo scegliere la eccellente qualità, anche aiutare l’economia nazionale e dei nostri territori in un periodo storico in cui il settore primario, quindi agricoltura e zootecnia, è uno dei pochi che non si è fermato e continua a produrre cibo per tutti. 


Questo è, senza ombra di dubbio, il momento per le aziende di trasformazione operanti di stringere alleanze con i nostri produttori zootecnici in grado di fornire loro, al giusto prezzo, latte di alta qualità da trasformare in prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala campana Dop. Una collaborazione che consentirà ad entrambi, produttori e trasformatori, di superare le difficoltà economiche dettate dal momento ostico.


Nel casertano ad esempio, a causa della chiusura di ristoranti, pizzerie, agriturismi, è diminuita la richiesta di prodotti caseari ma nel contempo non si è abbassata la quantità di latte munto dagli allevatori. Così, per evitare di far andar perso il nostro buon latte casertano e veder chiudere le nostre imprese zootecniche, basterebbe che alcune aziende di trasformazione che operano sul territorio, evitassero di far arrivare latte dall’estero e lo acquistassero dalle nostre aziende locali. Per questo, ci permettiamo di suggerire a supermercati, ipermercati e discount di privilegiare negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere, salumi ottenuti con la carne dei nostri allevamenti, frutta e verdura nazionale ed olio di oliva italiano al 100%.














Share on Google Plus

Autore: Domenico Iodice

Giornalista

0 commenti:

Posta un commento